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Samarra
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mwbwSamarra (mwcain arabo سامرّاء?, Sāmarrāmwcq') è un'antica mwcgcittà dell'Iraq. Si trova sulla riva orientale del mwcwTigri nel mwdaGovernatorato di Saladino, 125 chilometri a nord di mwdqBaghdad. La moderna città di Samarra fu fondata nell'mwdg836 dal mwdwcaliffo mweaabbaside mweqal-Mu'tasim come nuova capitale amministrativa e base militare.cite-ref-1[1] Durante la mwfgguerra civile irachena (2006-2008), Samarra era nel "mwfwtriangolo sunnita" della resistenza.
Il sito archeologico di Samarra, uno dei più importanti luoghi di mwgqpellegrinaggio degli mwggsciiti, conserva ancora gran parte della pianta originale della città storica, dell'architettura, delle rovine artistiche.cite-ref-2[2] Nel 2007 l'mwhwUNESCO l'ha dichiarata mwiaPatrimonio dell'Umanità.cite-ref-3[3]
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Il sito è antichissimo. Sāmarrā era una volta una delle più grandi città della mwkaMesopotamia fondata dai mwkqSasanidi. Gli scavi archeologici, condotti dall'architetto francese Henri Viollet, fra il 1907 e il 1909, e da mwkwErnst Herzfeld in due fasi, nel 1911 e nel 1913, hanno attestato fin dal 5500 a.C. la produzione di ceramiche con coppe larghe ed aperte con decorazioni molto eleganti e la comparsa delle prime conoscenze metallurgiche (rame).
Nel mwmg690 a.C. il mwmwre assiro mwnaSennacherib vi costruì una fortezza; la città era a quel tempo chiamata mwnqSur-marrati, un nome di origine mwngaramaica (il nome storico è mwnwSurra Man Ra'a, che significa "Deliziato, chi li ha visti"). Fu costruita nell'mwoa836 dall'ottavo mwoqcaliffo degli mwogAbbasidi, mwowal-Muʿtaṣim,cite-ref-4[4] per i suoi soldati turkmeni,cite-ref-5[5]cite-ref-babaie-6-0[6] durante il suo periodo di nove anni di califfato, e fu la sede del governo dell'Impero Abbaside dall'836 all'892, quando al-Muʿtadid spostò la capitale a mwsqBaghdad. La costruzione della nuova capitale coinvolse migliaia di artigiani e i costi delle pure strutture dei palazzi e degli ornamenti esterni assommarono, a dire di mwsgYāqūt, a circa 204 milioni di mwswmwtadīnār: una cifra sbalorditiva anche per le ricche casse dello Stato abbaside. Anche il patriarca nestoriano Sargis (860-72) spostò la sede patriarcale della mwtqChiesa d'Oriente da Baghdad a Samarra.
Dopo che il califfo mwtwal-Muʿtaḍid decise di tornare a Baghdād,cite-ref-7[7] la città fu in seguito devastata dai mwvaMongoli, perse metà dei suoi abitanti, e sopravvisse solo grazie ai pellegrini sciiti.
In particolare sotto il califfo mwvgal-Mutawakkil, la città fu una delle più sontuose metropoli dell'intero emisfero boreale e ospitò la più vasta mwvwmoschea che il mondo islamico abbia mai conosciuto, chiamata la mwwaGrande Moschea del Venerdì. Ricoperta da maioliche smaltate, fiancheggiata da 44 torri, era circondata da mura larghe 260 metri per 160. Di essa rimangono oggi le sole mura esterne che hanno uno spessore di circa 3 metri e il gigantesco mwwqminareto, detto mwwgMalwiyya ovvero la spirale, splendida metafora architettonica per indicare la forma a spirale ispirata alla mwwwziggurat mesopotamica. Il diametro alla base è di 33 metri e si restringe a mano a mano che si sale verso i 52 metri di altezza. La tradizione vuole che, quando fu ultimata, il califfo salì sulla sommità in groppa ad un asino bianco.
A Samarra si trova anche la moschea al-'Askari uno dei siti più sacri per gli sciiti, dove sono custodite le tombe di due dei 12 mwaqImam più venerati dagli mwagsciiti mwawduodecimani, mwbaʿAli al-Hādī e il figlio di questi Hasan al-ʿAskarī, detto "l'integerrimo", morto nell'873. Per visitare il luogo in cui riposano le loro spoglie, i fedeli vi si recano in pellegrinaggio da tutto il mondo.
Nel XVIII secolo, ebbe luogo una delle battaglie più violente della guerra ottomano-persiana del 1730-1735, la mwbwbattaglia di Samarra: oltre 50.000 turchi e persiani rimasero uccisi. Lo scontro decise il destino dell'Iraq ottomano e lo tenne sotto la sovranità di mwcaIstanbul fino alla mwcqprima guerra mondiale.
Durante gli anni '50, Samarra acquisì nuova importanza quando fu creato un lago permanente, il lago Tharthar, attraverso la costruzione della diga di Samarra, realizzata per prevenire le frequenti inondazioni di Baghdad. Molte persone locali furono sfollate a causa della diga.
Dal 1911 al 1913, l'orientalista tedesco, archeologo e ricercatore di iscrizioni mwdqErnst Herzfeld e lo storico dell'arte tedesco mwdgFriedrich Sarre condussero ricerche a Samarra e vi trovarono ceramiche dipinte di 8000 anni (VI millennio a.C.), la cosiddetta ceramica di Samarra. Parte dei reperti archeologici della spedizione tedesca si trovano ora nel mweaMuseo di Arte Islamica di Berlino.
Altri oggetti provenienti dagli scavi si trovano al mwegBritish Museum, al mwewVictoria and Albert Museum, al Museo di Arte Islamica del Cairo, alla collezione dell'Istituto Archeologico Francese di Damasco, al Museo di Arti Applicate di Copenaghen, al Louvre di Parigi, al mwfgMuseo di Belle Arti di Boston, al mwfwMetropolitan Museum of Art di New York, il Museo d'Arte dell'mwgaUniversità del Michigan e il Museo d'Arte di Cleveland.cite-ref-10[10] Tutti i rapporti di scavo, i disegni e le fotografie sono ora negli archivi della Freer Gallery di mwhqWashington, DC.
Samarra è una città chiave nel Governatorato di Saladino, una parte importante del cosiddetto mwjwTriangolo sunnita dove gli insorti erano attivi durante la guerra in Iraq.cite-ref-11[11] Sebbene Samarra sia famosa per i suoi luoghi sacri sciiti, tra cui le tombe di diversi mwlaimam sciiti, la città è stata tradizionalmente, e fino a poco tempo fa, dominata da arabi sunniti. Le tensioni sono sorte tra sunniti e sciiti durante la guerra in Iraq. Il 22 febbraio 2006, la cupola della moschea di al-Askari, ricoperta da 62 lastre d'oro, venne bombardata e gravemente danneggiatacite-ref-12[12]cite-ref-13[13] da mwngAl-Qaeda, scatenando un periodo di rivolte e attacchi di rappresaglia in tutto il paese che hanno causato centinaia di vittime. Nessuna organizzazione comunque rivendicò la responsabilità dell'attentato. Il 13 giugno 2007, gli insorti sunniti attaccarono nuovamente la moschea e distrussero i due mwnwminareti che fiancheggiavano le rovine della cupola.cite-ref-ricks2010-14-0[14]cite-ref-15[15]cite-ref-16[16] Il 12 luglio 2007 la torre dell'orologio fu fatta saltare in aria. Non furono segnalate vittime. Il religioso sciita Muqtada al-Sadr convocò manifestazioni pacifiche e tre giorni di lutto.cite-ref-rfer-expl-17-0[17] Dichiarò di ritenere che nessun arabo sunnita potesse esserci dietro l'attacco, anche se secondo il mwsaNew York Times gli aggressori furono probabilmente militanti sunniti legati ad Al-Qaeda.cite-ref-nyti-seve-18-0[18] Il complesso della moschea era stato chiuso già dopo l'attentato del 2006 e all'epoca la polizia irachena aveva imposto un coprifuoco a tempo indeterminato sulla città.cite-ref-19[19]cite-ref-20[20] Nel 2009, la moschea ha riaperto mentre erano in corso i restauri.cite-ref-21[21]
Dalla fine della guerra civile irachena nel 2007, la popolazione sciita della città santa è aumentata in modo esponenziale. Tuttavia, la violenza è continuata, con attentati dinamitardi avvenuti nel 2011 e nel 2013. Nel giugno 2014, la città è stata attaccata dallo Stato islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL) come parte della loro offensiva nel nord dell'Iraq. Le forze dell'ISIS hanno militarmente occupato l'edificio del municipio e l'università, ma sono state successivamente respinte dall'esercito iracheno e dalle forze SWAT dopo aver preso la città e averla tenuta per due giorni.cite-ref-hassan-22-0[22] Il vicino Mausoleo dell'Imam Dur, uno storico mausoleo dedicato a Muslim ibn Quraysh, un sovrano sciita, è stato distrutto dall'ISIS nel 2014.cite-ref-23[23]
Samarra è assediata dal 2014 dall'organizzazione terroristica Stato islamico, il cui leader mwzaAbu Bakr al-Baghdadi è nato a Samarra. Tuttavia, diversi tentativi di penetrare nella città fallirono a causa della resistenza dell'esercito iracheno. A volte ci sono stati attacchi terroristici devastanti.cite-ref-24[24]
Note
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Voci correlate
• mwab8Cultura di Samarra
• mwaceBattaglia di Samarra (363)
• mwacmBattaglia di Samarra (1733)
• mwacuBattaglia di Samarra (2004)
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